Affresco abside
San Giorgio al Velabro
L'affresco del catino raffigura Gesù tra i santi Giorgio, Maria, Pietro e Sebastiano (la presenza sia di san Giorgio che di san Sebastiano è testimonianza del fatto che alla fine del XIII secolo era ancora viva l'intitolazione della chiesa ad entrambi i martiri, presente anche nel Liber Pontificalis). Per secoli attribuito a Giotto, è piuttosto da considerarsi opera di Pietro Cavallini il quale l'avrebbe realizzato non tanto, come tradizionalmente ritenuto, nel 1296 su commissione del nuovo cardinale diacono Jacopo Caetani degli Stefaneschi, ma per volere del suo predecessore Pietro Peregrossi, creato cardinale nel 1288. La composizione della scena è frutto della riproposizione in chiave tardo-duecentesca del mosaico absidale della basilica dei Santi Cosma e Damiano in Roma, del 530 circa, con forme morbide e vivacità cromatica.
Al centro dell’affresco troviamo Cristo rappresentato in posizione rialzata e in scala maggiore rispetto agli altri personaggi. Il braccio destro è levato e nella sinistra tiene un rotolo di pergamena a simboleggiare il Verbo. Alla sua destra si trova la Vergine rivolta verso il figlio in atteggiamento
d’intercessione. Infine (in ordine gerarchico) San Giorgio rappresentato come soldato con il suo cavallo.
San Giorgio regge un vessillo con la croce rossa in campo bianco.
Alla sinistra di Cristo troviamo San Pietro, anche lui con la mano destra levata e nella sinistra rotolo e chiavi.
A sinistra di San Pietro troviamo San Sebastiano con lancia e scudo. San Giorgio e San Sebastiano erano ambedue ufficiali e servirono in armi sotto Diocleziano. Questi, però, li martirizzò senza remore quando scoprì la loro fede. La passione di San Sebastiano vuole peraltro che il corpo del santo fosse stato buttato nella Cloaca Maxima. Giunto però nei pressi della chiesa di San Giorgio al Velabro (che è sul percorso della cloaca), il corpo venne recuperato dalla matrona Lucina e sepolto.
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