Le Storie della vita di Maria Vergine
Basilica di Santa Maria in Trastevere
Nelle Storie della Vergine, considerate il capolavoro di Pietro Cavallini, l'autore è protagonista di una autentica innovazione, abbandonando la staticità bizantina per far agire i personaggi in uno spazio dotato di un rinnovato respiro "classico" e con un uso personalissimo dei colori, contribuisce a creare volumi tridimensionali definiti da una luce morbida e graduale, quasi a trattare il mosaico con la scioltezza di un affresco. Così, in questi mosaici si ritrova un qualcosa di inaspettatamente antico, ma che tuttavia va visto come l’anello di congiunzione tra memoria del passato e nascita del nuovo linguaggio pittorico italiano.
I mosaici di Pietro Cavallini sono, in pratica, i primi esempi di una nuova
sensibilità pittorica che viene a maturare negli ultimi due decenni del XIII secolo. Più in basso sette riquadri commissionati da Bertoldo Stefaneschi a Pietro Cavallini: un quadro votivo centrale della
Madonna con il Bambino, tra gli Apostoli Pietro e Paolo, con il committente in ginocchio e sei mosaici che, con delicata bellezza, riproducono gli episodi principali la vita della Vergine:
Nascita, Annunciazione, Natività, Epifania, Presentazione al tempio, Dormizione della Vergine
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